le bottiglie di plastica e il nuovo regolamente UE

PFAS e plastica monouso: cosa cambia con le nuove norme UE su imballaggi e bottiglie d’acqua

L’Europa volta pagina nella gestione degli imballaggi. Con l’entrata in vigore del Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR), il nuovo regolamento europeo dedicato agli imballaggi e ai rifiuti da imballaggio, cambia il modo in cui aziende e consumatori dovranno pensare confezioni, bottiglie e contenitori alimentari.

 

Al centro della riforma ci sono i PFAS, le sostanze chimiche persistenti utilizzate in numerosi prodotti industriali, la progressiva riduzione della plastica monouso e una revisione delle regole che disciplinano gli imballi di plastica.

 

L’obiettivo è duplice: diminuire la produzione di rifiuti e ridurre l’esposizione a sostanze considerate critiche per l’ambiente e la salute umana. Secondo la Commissione Europea, il settore degli imballaggi rappresenta circa il 40% della plastica utilizzata nell’Unione e oltre il 50% dei rifiuti municipali deriva proprio da questa categoria di prodotti.

Che cos’è il PPWR

Il PPWR sostituisce la precedente direttiva sugli imballaggi con un regolamento direttamente applicabile in tutti gli Stati membri. La differenza è sostanziale: mentre una direttiva richiede il recepimento nelle legislazioni nazionali, un regolamento entra in vigore in modo uniforme in tutta l’Unione Europea.

 

Le nuove disposizioni riguardano l’intero ciclo di vita degli imballaggi. Dalla progettazione alla produzione, dal contenuto di materiale riciclato alla riciclabilità, fino ai sistemi di riuso e alle modalità di raccolta differenziata, ogni fase viene ripensata per favorire l’economia circolare. Entro il 2030 tutti gli imballaggi immessi sul mercato europeo dovranno soddisfare specifici requisiti di riciclabilità, mentre i produttori saranno chiamati a ridurre il volume degli imballaggi superflui e a limitare lo spazio vuoto all’interno delle confezioni, soprattutto nel commercio elettronico.

 

Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR)

PFAS: il divieto negli imballaggi alimentari

Tra le novità più significative figura l’introduzione di restrizioni ai PFAS negli imballaggi destinati al contatto con gli alimenti. Conosciute come forever chemicals, queste sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche vengono utilizzate da decenni per conferire resistenza a grassi, acqua e alte temperature. La loro elevata persistenza nell’ambiente ha però spinto le autorità europee ad adottare un approccio molto più restrittivo.

 

Dal 12 agosto 2026, gli imballaggi alimentari contenenti PFAS oltre i limiti previsti dal regolamento non potranno più essere immessi sul mercato europeo. La norma introduce valori massimi specifici per i PFAS rilevati mediante analisi mirate e rappresenta uno dei primi interventi normativi europei che affrontano questa famiglia di sostanze direttamente nel settore del packaging alimentare.

Plastica monouso: meno confezioni usa e getta

Il nuovo regolamento rafforza anche la strategia europea contro la plastica monouso. Dopo la direttiva SUP del 2019, che aveva vietato prodotti come piatti, posate, cannucce e cotton fioc in plastica, il PPWR interviene sugli imballaggi, incentivando modelli basati sul riutilizzo.

 

Tra le misure previste rientra la progressiva eliminazione di alcuni formati monouso destinati al settore alimentare e alberghiero, come le confezioni monoporzione utilizzate per salse, condimenti e altri prodotti consumati all’interno di hotel, ristoranti e servizi di catering. Anche il packaging impiegato per frutta e verdura fresca dovrà rispettare criteri più rigorosi, privilegiando soluzioni riutilizzabili o facilmente riciclabili quando possibile.

 

Imballi di plastica: più riciclabilità e meno sprechi

Il regolamento dedica ampio spazio anche agli imballi di plastica, introducendo requisiti destinati a modificare la progettazione stessa dei prodotti.

 

Le aziende dovranno sviluppare confezioni più semplici da riciclare, ridurre componenti inutili e incrementare progressivamente l’utilizzo di plastica riciclata. Parallelamente vengono introdotti criteri per limitare gli imballaggi eccessivamente voluminosi, una pratica particolarmente diffusa nell’e-commerce, dove il rapporto tra prodotto e confezione risulta spesso sproporzionato.

 

L’obiettivo consiste nel diminuire la quantità complessiva di materiale immesso sul mercato e facilitare il recupero delle materie prime seconde attraverso impianti di riciclo sempre più efficienti.

Bottiglie d’acqua: cresce il ruolo del deposito cauzionale

Tra i prodotti maggiormente coinvolti figurano le bottiglie per bevande. Il PPWR rafforza infatti i sistemi di deposito cauzionale, considerati uno degli strumenti più efficaci per aumentare la raccolta di bottiglie in plastica e lattine. Gli Stati membri dovranno raggiungere elevati livelli di raccolta differenziata e, dove necessario, introdurre sistemi di restituzione con cauzione.

 

Parallelamente aumentano i requisiti relativi al contenuto minimo di plastica riciclata nelle bottiglie e vengono fissati criteri comuni per l’etichettatura degli imballaggi, così da rendere più semplice per i consumatori identificare le corrette modalità di conferimento nei sistemi di raccolta.

Cosa cambia per aziende e consumatori

Le nuove regole richiederanno investimenti significativi da parte dell’industria del packaging, del settore alimentare e delle aziende del beverage. Materiali, processi produttivi e progettazione degli imballaggi dovranno essere ripensati alla luce dei nuovi requisiti europei.

 

Per i consumatori i cambiamenti saranno graduali ma concreti. Nei prossimi anni diventeranno sempre più frequenti confezioni leggere, sistemi di riutilizzo, etichette armonizzate e bottiglie progettate per essere recuperate con maggiore facilità.

 

L’eliminazione progressiva dei PFAS dagli imballaggi alimentari e la riduzione della plastica monouso rappresentano inoltre un passaggio importante nella strategia europea per limitare l’inquinamento da plastica e favorire un modello produttivo più sostenibile.

 

Il PPWR segna così una svolta che va oltre il semplice riciclo. Per la prima volta il legislatore europeo interviene contemporaneamente sulla composizione chimica degli imballaggi, sulla loro progettazione e sul loro destino a fine vita, trasformando il packaging da potenziale rifiuto a risorsa da mantenere il più a lungo possibile nel ciclo produttivo.